Manifesto

Inchiostri Ribelli è al suo nuovo appuntamento ed ha in serbo parecchie novità.

Inchiostri Ribelli diventa più grande, grazie al contributo del Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos di
Campi Bisenzio, dando ulteriore visibilità a quelle sinergie che naturalmente nascono e si sviluppano tra
gli spazi sociali occupati e autogestiti.
Firenze è una città ferita: le mille telecamere, le speculazioni finanziarie sugli immobili pubblici e sui
terreni demaniali, le forze dell’ordine armate di taser, il sangue versato sul selciato per mano fascista e
razzista, gli sgomberi, gli arresti e il coprifuoco imposto ai richiedenti asilo. Firenze è stata svuotata dei
suoi cittadini i quali, respinti nelle periferie che si vorrebbero dormitori senz’anima, possono tornare nel
centro solo in qualità di operai precari di questo grande parco a tema o in quanto consumatori. Firenze è la
città dove l’arte è strumento per il profitto di pochi.
Ma nuove resistenze nascono alle politiche securitarie e alle logiche del profitto che stanno stritolando la
nostra città. Nascono e crescono nel silenzio della quotidianità ed erompono in superficie: talvolta il loro
contenitore sono le piazze, mentre le loro più belle differenze camminano fianco a fianco, talaltra solcano
i palchi e altre volte ancora corrono lungo i binari di una ferrovia che ha appena ricevuto una nuova veste
colorata. Talvolta le loro mani sorreggono bandiere, altre volte un microfono, una bomboletta spray o una
macchinetta per tatuare. A volte si travestono da operai del comune per poter attacchinare indisturbate in
pieno giorno e altre volte indossano costumi di scena e ci mostrano la forza di un teatro restituito
finalmente alla collettività.
Inchiostri Ribelli vuole trasformare Firenze da laboratorio di repressione quale è a una fucina dove
rielaborare tutto ciò; una grande officina in cui l’arte, grazie all’autogestione, può divenire sempre più
strumento di emancipazione, di critica radicale all’esistente, all’omologazione, al profitto costruendo
nuove identità e nuovi linguaggi: autentici, liberi, scelti. Linguaggi di ribellione.
Come ogni anno, l’intero ricavato del festival sarà destinato a compagni colpiti dalla repressione. Per
questa edizione abbiamo deciso di indirizzare la nostra solidarietà in particolare verso coloro che per le
loro idee e la messa in pratica di quelle idee sono ATTUALMENTE privati della loro libertà o stanno
correndo un enorme rischio in questa direzione. Così i compagni colpiti dall’operazione “Panico” a
Firenze e così anche i compagni di Trento e Rovereto con l’operazione “Renata”. Così anche per gli
arrestati fiorentini del G7 del lavoro a Torino nel 2017. I reati contestati sono molti e anche solo per le
storture che hanno preso i processi meriterebbero ben più di questo comunicato. Per questo invitiamo tutti
a partecipare all’assemblea antirepressiva che si terrà l’ultimo giorno di Inchiostri RIbelli, domenica 29
settembre, alle 17.30 presso Corsica 81, dove alcuni degli imputati ci racconteranno quali episodi
vengono contestati e come i processi stanno procedendo. Spendiamo quest’ultimo rigo per mandare un
saluto fraterno a Tondo, ancora ai domiciliari per il G7 di Torino: sarà dura quest’edizione senza averti al
nostro fianco, ma faremo del nostro meglio. A presto!